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La terribile configurazione barica alluvionale. Perchè tanta acqua sulle stesse aree?

Articolo del 4/11/2011

La configurazione barica del 3/6 novembre 2011. Quando la pioggia fa paura!

alluvione al nordovest, tragedia alluvione liguria, piemonte, alta Toscana, piogge torrenziali novembre 2011, emergenza maltempo liguria A lato: la mappa di previsione con allerta meteo commentata e pubblicata da Antonio Sanò - Amministratore delegato e meteorologo di ilMeteo.it. Era il 31 ottobre, 5 giorni prima dagli eventi catastrofici iniziati dalla Liguria.

Una previsione annunciata da tanti giorni, una previsione delicata che nel momento in cui inizia a risultare sempre più attendibile, mette in allerta il meteorologo che ha il compito di informare. Stiamo parlando proprio della configurazione barica che anche noi de ilmeteo.it ci siamo trovati ad analizzare nel corso dell'ultima decade di ottobre, relativa ai primi giorni di novembre. Sulle mappe che i nostri modelli di previsione continuavano a proporci iniziarono le prime preoccupazioni, e la dura scelta che spesso si presenta davanti al meteorologo o al redattore: "che facciamo? Mandiamo già l'allerta meteo? Aspettiamo?... Chi non si espone, otterrà magari una superficiale gratificazione (del tipo "il meteo l'aveva detto"), ma un qualcosa di "tiepido". Noi preferiamo osare aumentando poi la precisione della previsione man mano che l'evento si avvicina e persino mentre l'evento poi è in atto, ma lasciando tutto lo spazio necessario perché gli utenti si tutelino, ne discutano, si possano confrontare anche con gli Enti locali che sono i primi attori nell'attuazione di un piano di sicurezza. Forse siamo troppo "sanguigni", quindi talvolta sovrastimiamo gli eventi, o ne enfatizziamo le caratteristiche, ma questa è una scelta che noi abbiamo sempre prediletto negli anni al contrario dei classici e ripetitivi bollettini meteo senza anima, con 1 simbolo meteo di previsione per un intera regione o con frasi descrittive che non si scompongono mai. No! Questo non fa per noi.

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Ci sono situazioni dove il "caso meteorologico" passato può aiutare, paradossalmente la meteorologia può avere qualche similitudine con la legge, con una causa legale. Quando si parla di "caso precedente" in legge, spesso si dice che questo può essere d'aiuto per arrivare a una sentenza su un nuovo caso che gli somigli. In meteorologia non si può pensare che gli effetti sui territori saranno uguali, dinnanzi a una determinata configurazione barica che ricalca una già verificatasi e su uno stesso territorio. Tuttavia si riportano all'attenzione le aree dove, in quel caso specifico, con quella determinata perturbazione che agisce in quella determinata posizione, risulterà maggiore il rischio di gravi conseguenze. Queste parole per introdurre un altro discorso molto importante. Ovvero che noi possiamo allertare, noi possiamo prevedere pioggia, e tanta, ma non possiamo al millimetro prevedere dove la parte più cruda del maltempo previsto, andrà a colpire. Ecco perché magari su certe zone del Piemonte e della Liguria è andata meglio di quel che si pensasse, e su altre come era stato previsto, vedi Genova. Facendo un altro esempio questa volta fortunatamente la Toscana ha ridotto i danni, ma purtroppo ha pagato la splendida Isola d'Elba. In ogni caso la previsione è risultata davvero attendibile, visto che i nostri proclami sull'allerta meteo sono iniziati già tra i 7 e 10 giorni prima dell'evento.

Ma per prima cosa va assolutamente considerato che una ingente precipitazioni può creare più o meno danni a cose e persone in relazione alla PREVENZIONE che è stata attuata sul territorio stesso. Questa è la cosa più importante perché un certo quantitativo d'acqua che si riversa su invasi o fiumi "malati" poiché usati come discariche o comunque ostruiti da detriti, vegetazione o accumuli minerali sedimentati nel tempo, non potrà fluire verso valle o mare con la dovuta tranquillità. Ben presto l'acqua in eccesso andrà ad invadere le aree limitrofe, talvolta anche il pieno centro di una città, qualora questa sia stata costruita in prossimità di un letto di un fiume o persino all'intero.
 

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Parlando nella fattispecie delle due mappe qui sopra, dal punto di vista meteorologico, si può osservare una profonda depressione mediterranea, nata da un più complesso sistema perturbato di matrice atlantica. Questa perturbazione che possiamo notare nella prima immagine agganciata appunto ad una più ampia saccatura estesa dal Nord Atlantico, si è andata poi a isolare nel cuore del Mediterraneo (immagine 2). Sia nella prima situazione che nella seconda, questa configurazione ha favorito il sollevamento di masse d'aria relativamente calde e piuttosto umide dal Nord Africa. Venti meridionali che hanno acquistato ulteriore energia transitando sul mite Mar Mediterraneo andando poi a impattare contro i territori italiani esposti a tale flusso e spesso montuosi. Quindi l'allerta era inevitabile in Liguria e Toscana, poi Piemonte, alta Lombardia e Venezie, ancora Sardegna, versanti tirrenici di Lazio e Campania, per non escludere le aree ioniche del Sud, sempre sensibili ai venti meridionali. Tale vortice depressionario ha agito per moltissime ore poiché a Est dell'Italia si è presentata una vasta e stabile struttura di alta pressione che non ha permesso la naturale evoluzione verso Levante del vortice perturbato (notare la descrizione sulle immagini "configurazione bloccata"). Ecco il perché di tanto accanimento sulle medesime aree italiane delle precipitazioni. L'allerta è stata diramata su tutti i territori appena elencati ma come spiegato sopra il maltempo ha colpito in maniera più o meno cruda in relazione a variabili aleatorie che nemmeno noi meteorologi possiamo ponderare al metro. Nel complesso è risultata comunque una previsione ottima, figlia dello sforzo che comunque facciamo ogni giorno per migliorare il nostro modello di previsione e le nostre conoscenze in materia, specie in relazione all'orografia tanto complessa del nostro bel Paese. Un saluto e un abbraccio a tutti dallo staff de ilmeteo.it

Andrea Falcinelli