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Articolo sul clima >> I cambiamenti climatici potrebbero rendere Venezia una palude. Vani i sistemi di difesa (MOSE)

Articolo del 3/09/2009

I cambiamenti climatici potrebbero rendere Venezia una palude. Vano il sistema di difesa MOSE

 

innalzamento acque marine, innondazioni Venezia, progetto Mose Venezia, allagamento Venezia, Venezia città sommersa, cambiamenti climatici e innalzamento livelli globali mariniVenezia è chiamata a livello globale "citta d'Acqua" e questo è il nome che sicuramente più si addice alla romantica città italiana. Ma entro la fine del secolo Venezia potrebbe dover affrontare sfide quotidiane contro le inondazioni. Questo emerge da nuovi studi e analisi fatte sia dall'Istituto di Scienze Marine di Venezia, sia dall'IPCC internazionale, le costose barriere previste dall'imponente progetto di salvaguardia ambientale MOSE, protettato proprio per Venezia, potrebbe non essere in grado di proteggerla.

Laura Carbognin presso l'Istituto di Scienze Marine di Venezia ed i colleghi hanno affrontato uno studio sul cedimento del terreno in città, assieme al Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici. Questo per prevenzione rispetto alle previsioni di innalzamento del livello globale del mare. Hanno quindi calcolato che con il passare degli anni l'innalzamento del mare potrebbe favorire innondazioni quasi quotidiane sulla città.

Quando la marea supera i 110 centimetri i veneziani parlano come è noto dello stato di "acqua alta". Ciò accade attualmente circa quattro volte l'anno, ma lo staff della scienziata Carbognin ha scoperto che entro la fine del secolo l'acqua alta potrebbe sommergere la città tra le 30 e le 250 volte l'anno. L'impatto sull'ambiente locale sarebbe davvero notevole. Carbognin ha definito questa terribile ma possibile tendenza "aggressione insostenibile".


Waterworld

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I sempre più frequenti eventi di acqua ad alta richiederà senz'altro la conclusione del piano MOSE, il sistema che dovrebbe proteggere la città dalle inondazioni, questo grazie a delle barriere mobili che dovrebbero essere completate nel 2014. Tale progetto riscontra già un primo problema, relativo allo smaltimento delle acuque di scarico reflue non trattate che resterebbero intrappolate entro i confini della laguna della città.

La Carbognin secondo le proprie stime resta preoccupata alla luce di scenari conservativi non semplici da gestire e non troppo sicuri nella loro efficacia. Ancora peggiore è la previsione del climatologo della NASA Vivien Gornitz, un collaboratore dell'IPCC's Fourth Assessment Report. Egli sostiene che il livello del mare stia già salendo più velocemente rispetto a quanto previsto nelle stime passate dell'IPCC, quindi se i livelli dei mari saliranno di ben 26-53 centimetri entro il 2100, come stimato il MOSE non potrà più far fronte a tali innalzamenti ulteriori delle acque marine. Il progetto potrebbe pertanto non essere sufficiente per salvare la città. 

Carbognin conclude che Venezia ha bisogno di una veloce valutazione e definizione di alternative per la salvaguardia del suo territorio e delle sue attività, quindi della sua sopravvivenza. Per esempio si potrebbe pensare a sistemi di pompaggio dell'acqua di mare fino a 700 metri di  profondità sotto la laguna, creando un relativo innalzamento delle terre rispetto alle acque di 30 centimetri circa nel corso del prossimo decennio. Questa è solo un'idea, tante altre dovrebbero essere pensate al più presto!

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Andrea Falcinelli (Critica su fonti scientifiche internazionali)