Articolo del 6/05/2009
Perché il ghiaccio antartico è in crescita nonostante il riscaldamento globale?
La causa del minor scioglimento dei ghiacci nel comparto antartico del pianeta è da ricercarsi nel cosiddetto "buco nell'ozono". Il motivo per cui il ghiaccio marino antartico sia in crescita rispetto a quanto accada al Polo nord (dato confermato dalle osservazioni degli ultiimi anni), sarebbe riconducibile al minor assotigliamento dello strato di ozono in prossimità dei circolo polare antartico dando una tregua al processo di scioglimento dei ghiacci per riscaldamento globale.
Il processo tuttavi pare solo temporaneo. Secondo John Turner del British Antarctic Survey, l'effetto durerà circa un altro decennio prima che il ghiaccio antartico marino riprenda un processo di scioglimento massiccio.
Al contrario il ghiaccio marino artico si sta riducendo drasticamente ed ha raggiunto un record negativo nel 2007. Ma le immagini satellitari studiate da parte di Turner e colleghi mostrano che il ghiaccio marino antartico è in aumento un pò in tutti i mesi dell'anno in netta controtendenza rispetto al settore opposto del nostro pianeta. "Entro la fine del secolo e malgrado la controtendenza di questi anni, ci aspettiamo che un terzo del mare di ghiaccio antartico sia destinato a scomparire", dice Turner. "Così cerchiamo di capire come mai, statistiche alla mano lo strato cresca in questa periodo temporale, e proprio in un momento di riscaldamento globale".
Dunque affrontando un nuovo studio, Turner e colleghi dimostrano come il buco nell'ozono sia cambiato, avvalendosi anche di modelli meteorologici predisposti per l'Antartide. Alcuni cambiamenti atmosferici stanno favorendo la circolazione dell'aria calda ad ovest della Penisola Antartica occidentale e di risposta il flusso di aria fredda da est va ad interessare direttamente la regione antartica.
L'Oceano Meridionale è ospita alcuni tra i più forti venti oceanici del pianeta. La regione tra il 40 ° e 60 ° sud è ben noto ai marinai che l'hanno soprannominata "regione dei quaranta ruggiti" e "regione dei furiosi anni Cinquanta".
Vortici, tempeste di ghiaccio e venti antartici
Se il Polo Sud fosse stato nel mezzo dell'Antartide, il vento avrebbe girato attorno ad esso in senso orario. Ma in realtà il continente è leggermente fuori centro rispetto al Polo Sud. Per questo i venti che soffiano intorno alla "Terra Vittoria" favoriscono la creazone di un vortice a nord del Mare di Ross (vedi area blu nella figura che segue).
Il vortice genera una vasta area perturbata con elevata attività tempestosa durante tutto l'anno. Questa area depressionaria viene anche alimentata da aria calda proveniente dal Sud America, che mitiga a tratti la punta antartica più settentrionale.
Gestendo al computer un modello per l'evoluzione atmosferica con e senza il buco, Turner e colleghi ritengono che l'esaurimento di ozono abbia intensificato i venti tempestosi in loco. Il risultato netto è stato quello di attirare maggiore aria calda dal Cile - che ha riscaldato la Penisola Antartica e causato il crollo di diversi ripiani ghiaccio - oltre a generare forti tempeste di aria fredda intorno al Mare di Ross.

Dati satellitari mostrano che il ghiaccio marino si è ridotto notevolmente ad ovest della Penisola Antartica mentre è cresciuto sensibilmente nel Mare di Ross. Poiché l'aumento del ghiaccio marino misurato è stato superiore alla riduzione degli anni passati, l'effetto netto è che, dal momento in cui il buco è apparso, ovvero 30 anni fa, lo strato dei ghiacci antartici è nel complesso aumentato. I ricercatori anche in relazione ai dati suggeriti dai loro modelli pensano che la causa principale sia proprio quella relativa all'arresto e diminuzione del buco di ozono, anche se non può escludere la possibilità che le variazioni naturali nel mare antartico abbiano giocato un ruolo non meno importante.
La "guarigione" del buco nell'Ozono
"Nel corso dei prossimi 50-100 anni, il buco tenderà a chiudersi", dice Turner. "Allo stesso tempo si avrà un aumento dei gas a effetto serra. Nel prossimo decennio, il ghiaccio marino dovrebbe diminuire massicciamente se i gas a effetto serra continueranno ad aumentare".
All'inizio di quest'anno, la ricerca condotta da Eric Steig della University of Washington (Seattle), ha dimostrato che, sebbene il continente antartico nel suo complesso si sia riscaldato di 0,5 ° C negli ultimi 50 anni - alla pari con la media mondiale - il dato nasconda forti differenze regionali. L'ovest dell'Antartide si è riscaldata mentre le temperature prima superiori del comparto orientale sono diminuite sensibilmente.
Di conseguenza, la disintegrazione delle grandi piattaforme di ghiaccio si sono concentrate tutte nell'ovest della regione antartica. Il più famoso esempio è la piattaforma di ghiaccio di Larsen crollata di recente. Gli scienziati ora aspettano con ansia il crollo pure della piattaforma di ghiaccio Wilkins che pare ormai imminente.
Il processo tuttavi pare solo temporaneo. Secondo John Turner del British Antarctic Survey, l'effetto durerà circa un altro decennio prima che il ghiaccio antartico marino riprenda un processo di scioglimento massiccio.
Al contrario il ghiaccio marino artico si sta riducendo drasticamente ed ha raggiunto un record negativo nel 2007. Ma le immagini satellitari studiate da parte di Turner e colleghi mostrano che il ghiaccio marino antartico è in aumento un pò in tutti i mesi dell'anno in netta controtendenza rispetto al settore opposto del nostro pianeta. "Entro la fine del secolo e malgrado la controtendenza di questi anni, ci aspettiamo che un terzo del mare di ghiaccio antartico sia destinato a scomparire", dice Turner. "Così cerchiamo di capire come mai, statistiche alla mano lo strato cresca in questa periodo temporale, e proprio in un momento di riscaldamento globale".
Dunque affrontando un nuovo studio, Turner e colleghi dimostrano come il buco nell'ozono sia cambiato, avvalendosi anche di modelli meteorologici predisposti per l'Antartide. Alcuni cambiamenti atmosferici stanno favorendo la circolazione dell'aria calda ad ovest della Penisola Antartica occidentale e di risposta il flusso di aria fredda da est va ad interessare direttamente la regione antartica.
L'Oceano Meridionale è ospita alcuni tra i più forti venti oceanici del pianeta. La regione tra il 40 ° e 60 ° sud è ben noto ai marinai che l'hanno soprannominata "regione dei quaranta ruggiti" e "regione dei furiosi anni Cinquanta".
Vortici, tempeste di ghiaccio e venti antartici
Se il Polo Sud fosse stato nel mezzo dell'Antartide, il vento avrebbe girato attorno ad esso in senso orario. Ma in realtà il continente è leggermente fuori centro rispetto al Polo Sud. Per questo i venti che soffiano intorno alla "Terra Vittoria" favoriscono la creazone di un vortice a nord del Mare di Ross (vedi area blu nella figura che segue).
Il vortice genera una vasta area perturbata con elevata attività tempestosa durante tutto l'anno. Questa area depressionaria viene anche alimentata da aria calda proveniente dal Sud America, che mitiga a tratti la punta antartica più settentrionale.
Gestendo al computer un modello per l'evoluzione atmosferica con e senza il buco, Turner e colleghi ritengono che l'esaurimento di ozono abbia intensificato i venti tempestosi in loco. Il risultato netto è stato quello di attirare maggiore aria calda dal Cile - che ha riscaldato la Penisola Antartica e causato il crollo di diversi ripiani ghiaccio - oltre a generare forti tempeste di aria fredda intorno al Mare di Ross.

Dati satellitari mostrano che il ghiaccio marino si è ridotto notevolmente ad ovest della Penisola Antartica mentre è cresciuto sensibilmente nel Mare di Ross. Poiché l'aumento del ghiaccio marino misurato è stato superiore alla riduzione degli anni passati, l'effetto netto è che, dal momento in cui il buco è apparso, ovvero 30 anni fa, lo strato dei ghiacci antartici è nel complesso aumentato. I ricercatori anche in relazione ai dati suggeriti dai loro modelli pensano che la causa principale sia proprio quella relativa all'arresto e diminuzione del buco di ozono, anche se non può escludere la possibilità che le variazioni naturali nel mare antartico abbiano giocato un ruolo non meno importante.
La "guarigione" del buco nell'Ozono
"Nel corso dei prossimi 50-100 anni, il buco tenderà a chiudersi", dice Turner. "Allo stesso tempo si avrà un aumento dei gas a effetto serra. Nel prossimo decennio, il ghiaccio marino dovrebbe diminuire massicciamente se i gas a effetto serra continueranno ad aumentare".
All'inizio di quest'anno, la ricerca condotta da Eric Steig della University of Washington (Seattle), ha dimostrato che, sebbene il continente antartico nel suo complesso si sia riscaldato di 0,5 ° C negli ultimi 50 anni - alla pari con la media mondiale - il dato nasconda forti differenze regionali. L'ovest dell'Antartide si è riscaldata mentre le temperature prima superiori del comparto orientale sono diminuite sensibilmente.
Di conseguenza, la disintegrazione delle grandi piattaforme di ghiaccio si sono concentrate tutte nell'ovest della regione antartica. Il più famoso esempio è la piattaforma di ghiaccio di Larsen crollata di recente. Gli scienziati ora aspettano con ansia il crollo pure della piattaforma di ghiaccio Wilkins che pare ormai imminente.
Andrea Falcinelli (Critica su fonti scientifiche internazionali)



