Articolo del 17/02/2009
Anche la pesca in Africa e nel terzo mondo è colpita dal clima che cambia. Motivi e criticità

La carne degli animali selvatici diventa sempre più scarsa nei paesi più poveri che devono consumarne ingenti quantità per il sostentamento. Si parla di un numero sempre maggiore di specie carnivore a rischio d'estinzione. Ma i miliardi di poveri nel mondo, specie in Africa si sono affidati negli ultimi tempi sempre di più al pesce. Anche il pesce ora mostra alcuni segnali di preoccupazione anche in relazione alla continua evoluzione del cambiamento climatico.
I pesci sono la principale fonte di proteine naturale che esista sul pianeta. Per circa 2,6 miliardi di persone, ovvero circa il 40 per cento della popolazione del pianeta, il pesce soddisfa ben un quinto del fabbisogno alimentare.
Ma anche per l'approvvigionamento del pesce oggi si è scoperto un elevato tasso di vulnerabilità rispetto ai cambiamenti climatici, questo è asserito da studi su vasta scala. Un team internazionale di ricerca che opera presso l'organismo World Fish, ha classificato i paesi in base al fabbisogno alimentare di pesce dei relativi cittadini.
I Paesi del Nord saranno quelli a vedere il più acuto impatto dei cambiamenti climatici su questa fondamentale risorsa, spiega Edward Allison della World Fish di Penang (Malesia), ma economicamente, saranno ancora i popoli delle zone tropicali e subtropicali a soffrirne di più.
I pesci sono la principale fonte di proteine naturale che esista sul pianeta. Per circa 2,6 miliardi di persone, ovvero circa il 40 per cento della popolazione del pianeta, il pesce soddisfa ben un quinto del fabbisogno alimentare.
Ma anche per l'approvvigionamento del pesce oggi si è scoperto un elevato tasso di vulnerabilità rispetto ai cambiamenti climatici, questo è asserito da studi su vasta scala. Un team internazionale di ricerca che opera presso l'organismo World Fish, ha classificato i paesi in base al fabbisogno alimentare di pesce dei relativi cittadini.
I Paesi del Nord saranno quelli a vedere il più acuto impatto dei cambiamenti climatici su questa fondamentale risorsa, spiega Edward Allison della World Fish di Penang (Malesia), ma economicamente, saranno ancora i popoli delle zone tropicali e subtropicali a soffrirne di più.

La scoperta dà apre un ulteriore risvolto drammatico sull'emergenza alimentare africana. Diversi modelli climatici già da tempo indicano come l'Africa orientale e meridionale, siano i settori che subiranno in maniera più cruda la siccità nel futuro prossimo e di medio-lungo periodo. La pesca è una fonte importante importanti per i poveri, ma i pescatori e l'attività ittica tendono ad essere dimenticati quando si parla di cambiamento climatico, prosegue ancora Allison.
Il cambiamento climatico minaccia anche i pescosi percorsi fluviali tropicali. Il fiume Gange per esempio produce milioni di tonnellate di pesce l'anno, fondamentale per il sostentamento alimentare dei poveri in India e in Bangladesh. Questi sono paesi dove si mangia il pesce in maniera superiore a qualsiasi altro paese del mondo. Ma il fiume inizia a soffrire veramente tanto i cambiamenti climatiici, vuoi a causa dei periodi siccitosi più lunghi, vuoi per la riduzione dei ghiacciai himalayani che forniscono un grande contributo con l'acqua derivata dal loro parziale disgelo nei periodo estivi. Ma proprio questi ghiacciai stanno subendo un progressivo ridimensionamento e di conseguenza un minor contributo di acqua.
Per quanto riguarda il Pacifico, diversi modelli climatici sostengono che il fenomeno di oscillazione della temperatura "El Niño" potrebbe diventare semi-permanente, andando a condizionare prima e chiudere poi ,le correnti che favoriscono la risalita di acqua fredda ricca di sostanze nutritive in Perù. Senza di questo contributo anche il settore ittico peruviano raggiungerebbe in pochi anni il collasso passando per un evidente graduale decremento della pescosità delle acque marine.
Alcuni di questi paesi appena analizzati e più a rischio, devono nel contempo subire anche il drammatico record della pesca selvaggia. Tony Pitcher della University of British Columbia di Vancouver (Canada), e il suo team, hanno denunciato lo scarso o assente rispetto di un codice delle Nazioni Unite finalizzato alla tutela delle scorte di pesce selvatico nel mondo, sottoscritto almeno 13 anni fa. I Paesi in cui la pesca si trova in condizioni di elevata vulnerabilità rispetto alle negatività che comportano i cambiamenti climatici, e nello stesso tempo sono soggetti a malagestione interna dell'etica della pesca, comprendono la Nigeria, Senegal, Ucraina, Vietnam e l'Angola.
Andrea Falcinelli (Critica su fonti
scientifiche internazionali)



