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Articolo di scienza e natura >> Superpotenza solare: l'Europa alimentata dall'energia solare del deserto africano

Articolo del 10/11/2009

Superpotenza solare: l'Europa alimentata dall'energia solare del deserto africano

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Ogni due settimane il sole riversa sulla superficie del nostro pianeta, più energia di quanto tutta l'umanità ne possa consumare in un anno intero. Si tratta di una centrale elettrica inesauribile che è rimasta in gran parte inutilizzata per sopperire ai bisogni energetici dell'uomo. Questa tendenza potrebbe ben presto mutare, anche perché lo chiede l'ambiente per l'imminente bisogno di uno sviluppo sostenibile. Un consorzio di aziende tedesche possiede già un ambizioso progetto per la costruzione del più grande progetto solare mai concepito prima all'interno del deserto del Sahara. Una volta completato, questo raccoglierebbe l'energia solare prodotta tutto l'anno trasformandola in elettricità pulita pronta per la consegna  nelle case e nelle imprese europee.

Le prospettive per questo progetto, denominato DESERTEC sono sbocciate nel corso dell'anno passato, e proprio in questi ultimi mesi 20 importanti società tedesche si stanno organizzando nella costituzione di un consorzio che fornirà l'enorme cifra di 400 billioni, necessari per costruire una serie di centrali solari termodinamiche sul nord Africa. Il consorzio comprende la forza di imprese giganti come E. ON e RWE, oltre a società di ingegneria come Siemens e finanziamenti di supporto da parte di Deutsche Bank e dalla compagnia di assicurazioni Munich Re.

L'attuale piano, sottoposto tramite una relazione dal Centro aerospaziale tedesco (DLR) al governo federale, prevede che questo progetto sostituirà il 15% del fabbisogno di energia elettrica in Europa entro il 2050, con una potenza massima di 100 gigawatt - più o meno equivalente all'energia prodotta da 100 centrali elettriche a carbone. I disegni preliminari per l'allacciamento tra Africa ed Europa prevedono il potenziamento delle attuali 20 linee ad alta tensione che collegano i 2 continenti.  Questo Trans-collegamento del Mediterraneo avverrà dal Marocco alla Spagna attraverso lo Stretto di Gibilterra, dall'Algeria alla Francia attraverso le isole Baleari, dalla Tunisia all'Italia, e infine dalla Libia alla Grecia e dall'Egitto alla Turchia, via Cipro.


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DESERTEC sembrerebbe aver preso il posto dei precedenti e "giovani" progetti sull'energia pulita che vedeva lo sfruttamento delle vivaci correnti nord atlantiche grazie a sistemi eolici a turbina implementabili sul Mare del Nord. O ancora la costruzione di centrali idroelettriche in Scandinavia, piuttosto che i progetti di sfruttamento delle risorse del sottosuolo islandesi (Geyser), fino ai  progetti sui biocarburanti dell'Europa orientale. L'aggiunta di questa enorme capacità termica solare potrebbe contribuire a garantire una fornitura costante di energia elettrica verde riducendo comunque gli investimenti su questi progetti alternativi.

Ma è davvero questo il miglior uso della incredibile quantità di denaro sopra indicata per DESERTEC? I critici sono in coda per sottolineare le carenze di questo nuovo progetto. Dicono che questo progetto potrebbe rendere instabili tutti quei paesi europei in via di approvvigionamento energetico, almeno dal punto di vista politico, e che l'Europa non dovrebbe orientarsi ancora una volta allo sfruttamento dell'Africa in questo modo. Un cattivo investimento rispetto al più sano e gestibile progetto di copertura fotovoltaica dei tetti in Europa, e che pur non raccogliendo la grandissima energia che si può ricavare dal deserto, resta una grande quantità. DESERTEC è veramente il modello rivoluzionario per la generazione di energia, come i suoi promotori vorrebbero farci credere? Oppure è politicamente sbagliato e potrebbe rivelarsi uno spreco enorme di soldi?


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