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Approfondimento speciale - METEO NEVE e MONTAGNA
Articolo del 17/02/2012 ore 18:29

Dopo la pausa con tempo più asciutto e clima mite, nel weekend un nuovo cambiamento, questa volta di stampo atlantico. Nevicate in arrivo fino a quote basse al Nord, verso i rilievi del Centrosud. Fiocchi fin sotto i 400m tra domenica sera e lunedì al Nord, tra Emilia Romagna e Nord Marche tra lunedì notte e martedì mattina 

   

Evoluzione generale: torna l'ora delle perturbazioni nord-atlantiche che regaleranno un po' di neve alle montagne del Nord che sono state a guardare per tanti giorni. Nevicate oltre gli 800/1100m tra sabato e domenica su Alpi e Prealpi come sull'Appennino settentrionale. Ma l'aria fredda che seguirà la perturbazione in moto verso il Centrosud, potrà favorire neve anche fin sotto i 400m sulle zone pedemontane del Nord da domenica sera e durante la giornata di lunedì. Poi probabili residue nevicate fino a bassa quota ancora sulle zone interne tra Liguria e basso Piemonte, come tra Emilia Romagna e Nord Marche tra la notte di lunedì e il mattino di martedì. Sul resto del Centro e al Sud, prevista neve solo da quote di alta collina o montagna...
 
Meteo neve
 
Dopo l'incredibile fase gelida che ha coinvolto l'Italia per quasi tutta la prima quindicina di febbraio, l'Italia si appresta a vivere una nuova fase di maltempo, ma di ben altra portata. E' il flusso perturbato nord-atlantico che si farà strada nel corso del weekend sulle regioni centro-settentrionali italiane, per poi coinvolgere anche il Sud e le isole maggiori tra lunedì 20 e martedì 21 febbraio. Questa perturbazione porterà diffuse piogge in pianura ma anche nevicate sui rilievi, inizialmente solo in quota (indicativamente da 800/1100m su Alpi e nord Appennino), poi anche a quote basse, sempre segnatamente su parte del Nord. La quota neve diminuirà rapidamente tra domenica e lunedì al Nord, con fiocchi fin sotto i 400m sulle zone pedemontane, non si escludono anche fiocchi fino in pianura tra basso Piemonte ed Emilia centro-occidentale, ma localmente anche sui fondovalle tra Lombardia e Venezie. Nevicate che cadranno tra lunedì e martedì anche sull'Appennino centrale, ma con residui fiocchi tra Toscana, Umbria e Marche solo oltre i 500/700m, e a quote ancor più elevate tra Abruzzo, Lazio e Molise. Al Sud la perturbazione in arrivo più convinto nel corso di martedì, produrrà nevicate solo oltre i 1000/1300m, con quota neve in diminuzione per mercoledì mattina, quando tuttavia i fenomeni risulteranno probabili solo tra Calabria e Sicilia, eventualmente in forma lieve tra Campania e Lucania meridionali.
 
Da notare le due mappe che seguono che ci mostrano la quota dello zero termico prima per lunedì in giornata e poi per martedì nelle prime ore del mattino. Si noti che proprio nel corso di lunedì lo zero termico sarà per lo più compreso tra 800 e 1200m al Nord, favorendo cadute di neve anche fin verso i 400m sulle zone pedemontane e vallive. Poi tra lunedì notte e martedì mattina zero termico tra 600 e 800m su tutto il Nord fino a Toscana, Umbria e Marche, quindi con fiocchi anche a quote basse sulle aree pedemontane dell'Appennino settentrionale, in forma residua anche tra basso Piemonte e Liguria. 

Guarda anche le PREVISIONI NEVE in VIDEO  

di Andrea Falcinelli



Linee di livello altitudine dello zero termico - previsione a 2-3 giorni
METEO e NEVE per l'Italia e montagna, Alpi ed Appennini, stazioni sciistiche, webcam neve, neve in tempo reale, quota neve, zero termico

Linee di livello altitudine dello zero termico - previsione a 4-5 giorni
METEO e NEVE per l'Italia e montagna, Alpi ed Appennini, stazioni sciistiche, webcam neve, neve in tempo reale, quota neve, zero termico

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DIDATTICA METEO: ZERO TERMICO E QUOTA NEVE

Lo zero termico

Lo zero termico è il dato meteorologico che indica una certa altitudine alla quale la temperatura atmosferica è di 0 °C (si pensi alla classica dicitura: "zero termico alla quota di N metri). Questo dato viene rilevato in un dato istante temporale (ore 12, ore 18, ore 00, ecc.). Al di sopra di tale altitudine la temperatura va generalmente calando (eccetto in situazioni di inversione termica), dunque si porterà su valori inferiori allo 0 °C.

Il dato altimetrico dello zero termico è rilevato in metri sul livello del mare e risulta utile ed attendibile se relativo ad aree geografiche limitate e ben definite. L'orografia del territorio e le sue caratteristiche (pianura, collina o montagna, fiumi, laghi, ghiacciai, ecc.), nonchè le condizioni meteo istantanee, influiscono in maniera anche sensibile su questo dato. E' indicato sovente nei bollettini meteorologici, assumendo ulteriore importanza su quelli specifici per regioni montuose, poichè consente ad escursionisti ed alpinisti di sensibilizzarsi in relazione alle condizioni della montagna.

Risulta inoltre di primaria importanza nei bollettini nivometeorologici per calcolare il pericolo di valanghe e relativo stato di allerta, e per identificare il "limite delle nevicate" in caso di precipitazioni. Tale limite è collocato a 300 / 600 metri al di sotto della quota dello zero termico in relazione ad altre variabili che ne variano l'oscillazione (umidità, intensità delle precipitazioni, vento, ecc.).

La quota neve

Calcolare in maniera puntuale la quota neve non risulta sempre facile, questo perchè le variabili in gioco sono diverse e non semplici da prevedere. I 2 dati più influenti nella valutazione della quota neve sono:

1- L'altezza dello zero termico (preciso dato altimetrico ove si rilevano 0 °C).

2- I diversi livelli di temperatura degli strati atmosferici che il fiocco di neve deve attraversare precipitando verso il suolo.

Se gli strati atmosferici tra suolo e nubi sarà caratterizzato da temperature sempre negative o leggermente positive, ma contraddistinte da bassa umidità o altre condizioni favorevoli, il fiocco potrà raggiungere terra ancora integro. Se la temperatura degli strati atmosferici che il fiocco di neve dovrà percorrere è positiva o vicina allo zero ma in condizioni sfavorevoli (umidità elevata, isole di calore al suolo, ecc.), la neve non riuscirà a mantenere lo stato solido arrivando a terra fusa, pioggia. Di norma se lostrato atmosferico sottostante lo zero termico è superiore a 1000m, al di la della temperatura positiva o negativa rilevata negli strati attraversati, a terra cadrà pioggia (fusione del fiocco). Se invece lo strato atmosferico sottostanteil livello degli 0 °C è inferiore agli 800-900m, la fusione o meno del fiocco, dipenderà dalla temperatura in essere degli strati attraversati.

- Se lo strato sottostante lo zero termico possiede una temperatura media di + 1 o 2 °C la neve riuscirà a raggiungere terra restando integra.

- Se la temperatura degli strati atmosferici attraversati è sui 3-4 °C o superiore, la neve si fonderà in pioggia.

- Se lo strato sottostante allozero termico è superiore ai 1000m (primo caso menzionato sopra), ma gli strati atmosferici al livello del suolo presentano temperature inferiori agli 0 °C, la neve si trasformerà dapprima in poggia per poi ricongelarsi in caduta. In tal caso siamo di fronte al fenomeno della "pioggia ghiacciata" o "gelicidio".

Dobbiamo concludere questo articolo ricordando che la numerosità delle variabili in gioco, e le complesse valutazioni orografiche che non possono essere trascurate in sede di valutazione della quota neve, rendono spesso difficile e non sempre attendibile la definizione della quota neve.


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