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Approfondimento speciale - METEO NEVE e MONTAGNA
Articolo del 18/10/2012 ore 17:47

DIDATTICA METEO: ZERO TERMICO E QUOTA NEVE 

Lo zero termico

Lo zero termico è il dato meteorologico che indica una certa altitudine alla quale la temperatura atmosferica è di 0 °C (si pensi alla classica dicitura: "zero termico alla quota di N metri). Questo dato viene rilevato in un dato istante temporale (ore 12, ore 18, ore 00, ecc.). Al di sopra di tale altitudine la temperatura va generalmente calando (eccetto in situazioni di inversione termica), dunque si porterà su valori inferiori allo 0 °C.

Il dato altimetrico dello zero termico è rilevato in metri sul livello del mare e risulta utile ed attendibile se relativo ad aree geografiche limitate e ben definite. L'orografia del territorio e le sue caratteristiche (pianura, collina o montagna, fiumi, laghi, ghiacciai, ecc.), nonchè le condizioni meteo istantanee, influiscono in maniera anche sensibile su questo dato. E' indicato sovente nei bollettini meteorologici, assumendo ulteriore importanza su quelli specifici per regioni montuose, poichè consente ad escursionisti ed alpinisti di sensibilizzarsi in relazione alle condizioni della montagna.

Risulta inoltre di primaria importanza nei bollettini nivometeorologici per calcolare il pericolo di valanghe e relativo stato di allerta, e per identificare il "limite delle nevicate" in caso di precipitazioni. Tale limite è collocato a 300 / 600 metri al di sotto della quota dello zero termico in relazione ad altre variabili che ne variano l'oscillazione (umidità, intensità delle precipitazioni, vento, ecc.).

La quota neve

Calcolare in maniera puntuale la quota neve non risulta sempre facile, questo perchè le variabili in gioco sono diverse e non semplici da prevedere. I 2 dati più influenti nella valutazione della quota neve sono:

1- L'altezza dello zero termico (preciso dato altimetrico ove si rilevano 0 °C).

2- I diversi livelli di temperatura degli strati atmosferici che il fiocco di neve deve attraversare precipitando verso il suolo.

Se gli strati atmosferici tra suolo e nubi sarà caratterizzato da temperature sempre negative o leggermente positive, ma contraddistinte da bassa umidità o altre condizioni favorevoli, il fiocco potrà raggiungere terra ancora integro. Se la temperatura degli strati atmosferici che il fiocco di neve dovrà percorrere è positiva o vicina allo zero ma in condizioni sfavorevoli (umidità elevata, isole di calore al suolo, ecc.), la neve non riuscirà a mantenere lo stato solido arrivando a terra fusa, pioggia. Di norma se lostrato atmosferico sottostante lo zero termico è superiore a 1000m, al di la della temperatura positiva o negativa rilevata negli strati attraversati, a terra cadrà pioggia (fusione del fiocco). Se invece lo strato atmosferico sottostanteil livello degli 0 °C è inferiore agli 800-900m, la fusione o meno del fiocco, dipenderà dalla temperatura in essere degli strati attraversati.

- Se lo strato sottostante lo zero termico possiede una temperatura media di + 1 o 2 °C la neve riuscirà a raggiungere terra restando integra.

- Se la temperatura degli strati atmosferici attraversati è sui 3-4 °C o superiore, la neve si fonderà in pioggia.

- Se lo strato sottostante allozero termico è superiore ai 1000m (primo caso menzionato sopra), ma gli strati atmosferici al livello del suolo presentano temperature inferiori agli 0 °C, la neve si trasformerà dapprima in poggia per poi ricongelarsi in caduta. In tal caso siamo di fronte al fenomeno della "pioggia ghiacciata" o "gelicidio".

Dobbiamo concludere questo articolo ricordando che la numerosità delle variabili in gioco, e le complesse valutazioni orografiche che non possono essere trascurate in sede di valutazione della quota neve, rendono spesso difficile e non sempre attendibile la definizione della quota neve.


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